Antropocene Vinyl Project
ANTROPOCENE ZPL001
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È il mio nuovo progetto per celebrare 40 anni da DJ, 
un concept ideato e realizzato scegliendo esclusivamente supporti Antrocepici*,

come il  vinile e le musicassette.

Quattro EP raccolti in due volumi, per raccontare la mia visione sonora di ciò che potrebbe restare della nostra traccia geologica sulla Terra 

intesa come suono, musica, rito.

Un omaggio al potere evocativo che un giorno avranno i resti di tutti quegli oggetti che, un tempo, producevano qualcosa chiamato suono.

E di ciò che era capace la musica: unire gli esseri viventi e metterli in armonia.

Sedici tracce inedite con prestigiose collaborazioni, che attingono a melodie, esperimenti e atmosfere che ho condiviso e attraversato insieme a molti di Voi durante tutti questi anni.

Il primo volume di ANTROPOCENE, apre con la traccia inedita

GREAT RESET del maestro Paolo Fresu, una collaborazione nata durante la realizzazione del film  "Conversazioni con altre donne".

Un inatteso quanto grande privilegio, che spero di aver onorato al meglio.

Buon Viaggio

L’Antropocene Musicale


Fossili sonori di un’umanità che suona il tempo


Viviamo in un’epoca in cui l’impronta dell’essere umano ha superato i confini della cultura per inscriversi nella geologia stessa del pianeta. L’Antropocene è il nome dato a questa nuova era: un tempo in cui le nostre azioni plasmano irreversibilmente gli equilibri naturali della Terra. Ma cosa rimarrà, un giorno, del nostro passaggio?

Questo progetto esplora una risposta alternativa e poetica:

resterà il suono antrocepico.

.

Non il suono come vibrazione immediata, ma come memoria sedimentata, come impronta acustica nelle tecnologie, nei supporti, nei rituali collettivi. Resteranno le carcasse di giradischi, i vinili scheggiati, i circuiti delle drum machine, gli amplificatori corrosi: fossili sonori di una specie che ha saputo suonare la propria esistenza.


Immaginiamo una futura civiltà — terrestre o aliena — che troverà questi resti: cosa penserà del suono umano? Come interpreterà la musica? Sarà un messaggio, una preghiera, un codice dimenticato?


L’Antropocene musicale è un viaggio simbolico e sensoriale in questo scenario.

Un archivio impossibile, dove il musicista diventa poeta dell’emozione, il DJ sciamano del ritmo, i vinili reliquie sacre, e le onde sonore affiorano come fossili dell’anima umana.


È un invito a riascoltare ciò che siamo stati.



*antrocepico
/àn·tro·cè·pi·co/ agg.


Etimologia:neologismo formato da Antropocene(dal greco ánthrōpos= uomo + kainós= nuovo) e acùstico/epìco, con possibile eco del greco ēchos= suono.


Definizione:
Che appartiene o si riferisce al suono prodotto, trasmesso o immaginato durante l’Antropocene; relativo all’impronta sonora dell’umanità sulla Terra, intesa come traccia culturale, tecnologica e simbolica.


Esempi d’uso:
– Reperti antrocepici, come vinili e giradischi, raccontano una civiltà scomparsa attraverso la memoria del suono.
– Il DJ evocava un paesaggio antrocepico, dove le frequenze sembravano fossili dell’anima umana.
– La musica elettronica del XXI secolo può essere letta come una forma di linguaggio antrocepico.


Nota:Termine usato in ambito artistico, filosofico e sonoro per descrivere l’eredità acustica dell’essere umano nel contesto geologico e culturale dell’Antropocene.


                              4/2025



Yellow Like the Gold
Green Like the Earth